Caso Studio

PdC e AdR Museo del Mare a Reggio Calabria

Committenti

Ente pubblico

Obiettivi

Piano di Caratterizzazione ambientale, Analisi di Rischio ambientale e POB (su lotto di intervento) relativi alla costruzione del nuovo Centro delle Culture del Mediterraneo presso il porto di Reggio Calabria. Il progetto, parte dell’iniziativa Regium Waterfront e firmato dallo studio Zaha Hadid Architects, ha richiesto un’analisi approfondita del suolo a causa di precedenti rilevazioni di contaminazione oltre i limiti di legge.

Esecutore

Esecutore PdC e AdR:
TEA Engineering S.r.l.

Progettista opere:
Studio Zaha Hadid Architects

Mezzi impiegati

Descrizione intervento

Le attività eseguite per la realizzazione del “Centro delle Culture del Mediterraneo”, parte del progetto Regium Waterfront a Reggio Calabria, hanno riguardato il Piano di Caratterizzazione (PdC) ambientale con le seguenti finalità:

  • La redazione del piano si è resa necessaria a seguito di indagini preliminari che hanno accertato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dal D.Lgs. 152/06 in alcune aree del sito. L’obiettivo è stato quello di definire con precisione lo stato ambientale di suolo, sottosuolo e acque sotterranee.
  • Contaminazione rilevata (Indagini Preliminari):
    • Metalli: Sono stati riscontrati superamenti diffusi, in particolare per berillio e tallio, oltre a valori oltre i limiti per antimonio, cobalto, mercurio, piombo, rame e zinco (principalmente per la destinazione d’uso “verde pubblico”).
    • Idrocarburi: Sono stati rilevati superamenti significativi per gli idrocarburi leggeri (C<12) e pesanti (C>12) nel settore occidentale dell’area piazzale, con concentrazioni che superano anche i limiti per l’uso commerciale/industriale.
  • Modello Concettuale Preliminare: La sorgente della contaminazione è stata identificata nel suolo profondo (fino a 4 metri). I bersagli futuri sono i fruitori del Museo (adulti e bambini), considerando una destinazione d’uso di tipo ricreativo/verde pubblico. Le vie di migrazione ipotizzate includono la lisciviazione in falda e la volatilizzazione dei contaminanti.
  • Piano di Indagine proposto: Per completare la caratterizzazione, il piano è così sviluppato:
    • Esecuzione di 15 nuovi sondaggi a carotaggio continuo e una trincea esplorativa nella zona sud (spiaggia Candeloro).
    • Campionamento e analisi delle acque sotterranee attraverso 3 piezometri esistenti.
    • Analisi chimiche focalizzate sui metalli e speciazione degli idrocarburi (protocollo MADEP).
    • Verifica della presenza di materiali contenenti amianto (MCA) nelle strutture e aree del sito.
  • Gestione terre e rocce da scavo: Il piano delinea le procedure per il possibile riutilizzo in sito dei materiali scavati, subordinato all’analisi di rischio e all’approvazione delle autorità competenti (ARPACAL).

Il PdC, eseguito nella primavera 2025 ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs. 152/2006, ha evidenziato:

  • superamenti delle CSC nei terreni (destinazione d’uso verde pubblico, privato e residenziale);
  • superamenti delle CSC nelle acque sotterranee.

In base alla distribuzione e all’entità della contaminazione, il sito è stato suddiviso in lotti funzionali:

  • Lotto A: spiaggia del Candeloro e parte del cantiere nautico;
  • Lotto B: restante area del cantiere nautico;
  • Lotto C: area Camastra (ex serbatoi carburante).

Sono stati attivati percorsi procedurali distinti ai sensi della Parte IV, Titolo V del D.Lgs. 152/2006:

  • Lotti A e B: procedura semplificata ex art. 242-bis, con CSC come obiettivi di bonifica;
  • Lotto C: procedura ordinaria ex art. 242, con definizione degli obiettivi di bonifica tramite CSR.

Utilizzando il software Risk-net 3.2 Pro, sono stati valutati i percorsi di migrazione della contaminazione verso i bersagli (futuri visitatori del museo e lavoratori), includendo l’inalazione di vapori indoor e outdoor e la lisciviazione in falda.

  • Risultati dell’Analisi di Rischio:
    • L’analisi “diretta” ha evidenziato rischi non accettabili per la maggior parte delle classi idrocarburiche nel suolo (superficiale e profondo), legati principalmente alla lisciviazione in falda e all’inalazione di vapori in un eventuale futuro edificio (scenario Museo del Mare).
    • La falda è stata esclusa dall’AdR poiché l’unico superamento per idrocarburi è stato rinvenuto in un punto esterno e a monte del sito, mentre metalli e solfati sono considerati di origine naturale per l’intrusione marina.
  • Conclusioni e Interventi:
    • Nel suolo superficiale (0-1 m), le concentrazioni rilevate sono risultate inferiori alle soglie di rischio calcolate.
    • Nel suolo profondo (1,0 – 3,6 m), le concentrazioni superano le CSR in tutti i punti di indagine.
    • Intervento proposto: Si prevede la rimozione selettiva (scavo e smaltimento) dei terreni contaminati nel suolo profondo per eliminare le sorgenti e i percorsi di esposizione critici.
    • Monitoraggio: È previsto un piano di monitoraggio quinquennale delle acque sotterranee per il parametro idrocarburi totali

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