Home / Casi Studio / Metodi geofisici avanzati per siti contaminati, discariche e rischio bellico
Committenze diverse, tra cui il Comune di Camerino.
Caratterizzare in modo non invasivo, prima di ogni scavo o perforazione, siti contaminati, discariche, cave e aree a rischio bellico, ricostruendo un modello coerente del sottosuolo a supporto di bonifiche, indagini giudiziarie e studi post-sisma.
TRIGEO (sedi di Arezzo e Firenze), in collaborazione con Intergeo per l’indagine sul distributore di carburante di Livorno.
Tomografia elettrica ERT 2D/3D con polarizzazione indotta (IP); elettromagnetico FDEM; georadar multicanale IDS Stream C (32 dipoli, 600 MHz); magnetometria e gradiometria da drone (UAV); tomografia sismica Vp/Vs, analisi delle onde superficiali e misure di rumore sismico (HVSR).
La geofisica precede ogni scavo ed è il primo passo di ogni indagine sul sottosuolo. TRIGEO ha applicato metodi diversi, spesso integrati tra loro, in cinque contesti: una discarica, un distributore di carburante, una cava con rifiuti smaltiti abusivamente, un’area post-sisma e un tratto di costa a rischio bellico.
Discarica R.S.U., Provincia di Livorno: tomografia elettrica e polarizzazione indotta
Metodo: ERT + IP, 17 sezioni 2D con elaborazione 3D; elettrodi posizionati direttamente sul telo impermeabile in HDPE.
Obiettivo: verificare la geometria del corpo di discarica, l’integrità del telo e la presenza di percolato, senza alcuna perforazione.
Risultati:
Distributore di carburante, Livorno: georadar multicanale prima della bonifica
Metodo: GPR multicanale IDS Stream C (32 dipoli, 600 MHz).
Obiettivo: mappare sottoservizi, serbatoi interrati e manufatti sepolti prima dell’avvio della bonifica, per costruire il modello concettuale del sito.
Risultati: le time-slice di ampiezza (a 0,6 m e a 1 m di profondità) mappano i riflettori a profondità crescente; le zone ad alta ampiezza indicano contrasti metallici o dielettrici come serbatoi, tubazioni e pozzetti.
Cava, Provincia di Arezzo: ERT su smaltimento abusivo di rifiuti
Metodo: ERT con sondaggio geognostico di validazione.
Obiettivo: ricostruire estensione e profondità del materiale di riempimento conferito abusivamente, a supporto dell’indagine giudiziaria e prima di qualunque perforazione.
Risultati: l’ERT ha definito geometria e struttura interna del riempimento e il sondaggio a carotaggio ha confermato la stratigrafia prevista dalla geofisica. Questo ha ridotto i costi di indagine e ha fornito un elemento tecnico difendibile in sede giudiziaria.
Camerino (MC): caratterizzazione geofisica integrata post-sisma
Metodo: ERT, tomografia sismica in onde P e SH, misure HVSR e sondaggi.
Obiettivo: caratterizzare la geometria litostratigrafica e la risposta dinamica dei terreni negli studi di approfondimento post-sisma per il Comune di Camerino.
Risultati: metodologie indipendenti hanno ricostruito la stessa geometria, confermata dai sondaggi: una copertura di circa 20 m di brecce calcaree (resistività > 40 Ohm·m; Vp circa 1500 m/s) sovrasta marne calcaree conduttive (resistività < 40 Ohm·m; Vp > 2500 m/s). Le misure HVSR hanno supportato la caratterizzazione dinamica dei terreni.
Castiglione della Pescaia (GR): rischio bellico con magnetometria da drone
Metodo: rilievo magnetometrico gradiometrico da UAV.
Obiettivo: valutare il rischio bellico residuo (UXO) su spiaggia e bassi fondali in vista degli interventi di ripascimento.
Risultati: il sensore a bordo del drone ha consentito il rilievo di spiaggia e bassi fondali e ha individuato anomalie ferromagnetiche riconducibili a blocchi di ormeggio e catene d’ancoraggio.
Perché integrare i metodi
AmbientaLink è una rete di imprese attive sul mercato nazionale in tema di ambiente e dissesto idrogeologico.